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L'Associazione "Terre dei Gambacorta" costituita nel 2007 e operante dal gennaio 2008, per statuto he finalità di promozione delle risorse culturali e colturali del territorio compreso dai Comuni di Dugenta, Frasso, Limatola, Melizzano, una volta feudo della famiglia Gambacorta. La sede legale è ospitata dalla suggestiva Fattoria Torre Gaia, già centro produttivo del feudo col nome di Masseria di Santa Maria della Chiesa o delle monache perchè destinata dalla principessa Giulia Gambacorta (1598-1663) a mantenere l'Educandato per le fanciulle civili povere che lei stessa volle creare a Frasso, accanto alla chiesa della Madonna di Campanile. I soci sono tutti volontari impegnati in diversi settori produttivi, imprenditoria, scuola, professioni libere, Università , mondo associativo, attività agrituristiche, con rappresentanti dei Comuni, della Provincia, dell'Università , delle associazioni locali: il loro scopo è la promozione territoriale attraverso la ricerca e la diffusione delle specificità culturali e colturali. Questa sembra ormai essere l'unica possibilità di difesa delle culture locali dall'aggressione del consumismo omologante che annienta originalità etniche, linguistiche, produttive, umane, culturali,vegetali, naturali. Tutti i territori, con il loro individualissmo patrimonio, sono destinati a soccombere all'omologazione se non sanno o non riescono ad individuare la matrice della propria specificità naturale e storico-antropologica e a farla valere nella competizione dei beni, dei saperi, delle idee. Se la città è la casa dell'uomo, la terra è la sua culla: l'oblio, la perdita della culla o della sua memoria è la perdita della memoria di sé. La riscoperta storica della singolare vicenda umana e religiosa di Giulia Gambacorta e delle sue proprietà che per lungo tempo, per quasi tre secoli, ha segnato la vita socio-economico ma anche civile ed educativa di queste Terre ha spinto, perciò, i promotori dell'Associazione a riscoprire anche i fili comuni che uniscono in profondità  valori e culture sedimentati nelle quattro comunità . E' partito cosi un percorso che rintracciando nel passato le origini del presente intende metterne in luce aspetti originali, sia di quelli legati all'attività produttive di beni materiali che dei prodotti delle attrivtà culturali. Una bottiglia di vino o un canto popolare, un sentiero montano o un culto religioso, un prodotto dell'ingegno o un alimento tipico, una raccolta poetica o un fenomeno storico, un paesaggio natuarale o un antico monastero, raccontano le specificità del territorio nel quale allungano le radici le generazioni che lo hanno abitato. La loro riscoperta non è una operazione romantica di chi pensa di progredire con la testa rivolta all'indietro o di chi affronta il presente nascondendola sotto il peso del passato: solo riscoprendo la linfa vitale che proviene dalle radici antiche si possono affrontare le insidie del presente. e ciò vale ancor più per le culture e colture locali, più delle altre esposte all'annientamento dell'omologazione globalistica. Â
Il Presidente Antonio Gisondi
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