150 anni della nascita della Provincia: Da Terra di Lavoro a Provincia di Benevento Stampa E-mail

incontrobn1Incontro del Coordinamento provinciale con l’Associazione e i Comitati locali.
Presso l’Archivio di Stato si è tenuto stamattina l’incontro tra il Coordinamento provinciale, i comitati locali e l’Associazione per definire tempi e modi del percorso celebrativo Da Terra di Lavoro a Provincia di Benevento. Hanno partecipato i rappresentanti dei comitati di Sant’Agata dei Goti, Limatola, Melizzano, Frasso, Cerreto, della Pro Loco di Dugenta, dei Musicalia, della Società Operaia di Cerreto. Il direttore dell’Archivio di Stato, Valeria Taddeo, responsabile del Coordinamento, ha informato i presenti del proficuo lavoro svolto finora, d’intesa con l’Assessore provinciale Annachiara Palmieri, per coinvolgere le scuole nelle iniziative celebrative – attraverso la presentazione di specifici progetti che la Provincia selezionerà - e per reperire fonti archivistiche inedite conservate in vari Archivi nazionali, grazie ad apposite borse di studio volute dalla Presidenza della Provincia. Ha informato, altresì, che la stessa Provincia ha accolto volentieri la proposta e l’onere di far tenere dal gruppo di ricerca musicale “I Musicalia” tre lezioni-concerto sull’Unità nazionale e sulla nascita della Provincia elaborati anche su documenti inediti, da svolgersi ad ottobre.
incontrobn2Le iniziative del percorso Da Terra di Lavoro a Provincia di Benevento, alcune già in avanzata fase di elaborazione, tendenti a indagare e a far conoscere il contraddittorio passaggio di molti Comuni da Terra di Lavoro alla neonata Provincia, si concentrano innanzitutto sul ruolo svolto da due notevoli personalità politiche, Michele Ungaro, di Cerreto Sannita, e Francesco Picone, di Santa’Agata dei Goti, che fece raffigurare le pareti del suo studio con scene dell’ingresso di Garibaldi in Napoli. Ungaro e Picone furono primo e secondo presidente della Provincia, più volte riconfermati fino alla caduta della Destra, amici di Garibaldi, del ministro Liborio Romano, (vero artefice di quella nascita, capace di abbattere tutte le resistenze insorte contro, nel 1861 eletto deputato della nostra Provincia). Accanto ad essi, altri due filoni di particolare importanza hanno attirato l’attenzione: il ruolo contraddittorio della Guardia Nazionale, voluta dallo stesso Don Liborio, a Napoli comandata infatti proprio da Picone. E il ruolo politico, consapevole o meno, del brigantaggio locale. Con i fratelli Tommaso e Giovanni Romano, da Limatola il brigantaggio arriva a condizionare la vita di Frasso e Melizzano, con Cipriano La Gala mette a soqquadro Sant’Agata. Mentre il brigante Cosimo Giordano di Cerreto svolge un ruolo molto più complesso e incisivo, tutto da decifrare. Ma molto di più si vorrebbe e si spera di conoscere in questa occasione anche su Chiesa, Risorgimento e nascita della Provincia: in particolare sul ruolo delle gerarchie ecclesiali, anzitutto attraverso le Lettere Pastorali , e del clero locale. In particolare di due vescovi importanti, Mons Luigi Sodo, di Cerreto,“ il sant’Alfonso redivivo”, in corso di beatificazione, e Mons. Antonio Lettieri, di Sant’Agata, accusati allora di connivenza con la reazione. Conoscere, e far conoscere attraverso eventi e non solo attraverso testi scritti, sulla base della documentazione inedita, “come andarono veramente le cose”, specie nelle piccole realtà locali, significa incontrare una esigenza di conoscenza analitica non ideologizzata, avvertita ripetutamente e ancora insoddisfatta: significa promuovere l’uso pubblico della conoscenza storica, cioè approfondire, a partire dalla realtà locale e in modo rigoroso, questioni decisive che segnarono molto la nascita stessa della Provincia e dell’Unità nazionale, non solo dal versante di Terra di Lavoro. E ne hanno condizionato fortemente la vita, con effetti che forse perdurano ancora oggi. Se la nostra Provincia è nata per virtù delle relazioni di pochi uomini, influenti persino sul re Vittorio Emanuele e su Cavour, come Nicola Nisco e i fratelli Torre, ed è stata disegnata col compasso da Garibaldi per accontentare i “rivoluzionari” di Benevento che già avevano cacciato il governatore Pontificio, essa però da allora ha stentato e stenta, nel contesto regionale, a scoprire una sua capacità territoriale competitiva, una sua identità,: privazione che ha pesato molto, che ha rallentato un suo autonomo sviluppo, favorendo la biblica emigrazione di massa, Ancora oggi spesso si sollecita un suo smembramento. Questa ricorrenza può aiutare a riflettere, almeno in parte, su questa privazione?
incontrobn3E’ questo uno degli scopi delle iniziative del Coordinamento, dei Comitati e del lavoro dell’Associazione
Le manifestazioni inizieranno il 28 agosto a Frasso, ad opera del Comitato locale lodevolmente voluto e creato dal Comune, con una mostra lungo il corso cittadino di documenti inediti rintracciati negli Archivi di Benevento e di Caserta che presentano il difficile ingresso dei garibaldini in paese e la reazione alimentata da don Michelangelo Saquella. Si proseguirà, fino alla primavera-estate 2011, con eventi da tenere nelle dimore storiche già sede di fatti risorgimentali di Limatola, di Melizzano e di Dugenta, che celebrò il “suo” particolare risorgimento rivendicando sin da allora “l’emancipazione” da Melizzano. “Emancipazione” rivendicata poi ancora dopo un secolo e ottenuta solo nel 1956. Una attenzione storica speciale meritano le due singolari esperienze di Ungaro e di Picone che i Comitati locali, di Cerreto e di Sant’Agata, infatti, si apprestano a dedicarvi con due appositi convegni-eventi e mostre, sempre nella primavera estate 2011. Una riflessione conclusiva unitaria sulle iniziative dell’intero percorso si svolgerà a conclusione di tutte quelle locali, con eventi specifici, con la partecipazioni di Istituzioni e studiosi, con raffronti con esperienze simili.