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"La promozione territoriale come sinergia tra risorse naturali del territorio e innovazione tecnica, da sempre incontra particiolari difficoltà nel nostro mezzogiorno e ancora di più nelle nostre "Terre". Pur essendo altresì da sempre "Terre" ricche di ingegno e di creatività, come è noto purtroppo spesso in nostri migliori cervelli sono costretti ad emigrare perché non esiste un tessuto di imprese capaci o disposte ad investire nell'innovazione e quindi a valorizzare il capitale umano.
Si tratta di un male antico che ha contribuito a determinare il mancato sviluppo di tante realtà del meridione. E' stato più facile impiantare industrie pesanti, senza alcun rapporto con le risorse territoriali, investendo danaro pubblico a fiumi anziché puntare sulla valorizzazione delle specificità e originalità produttive locali. Quasi sempre quelle grandi industrie sono durate poco lasciando provocando sviluppo effimero, drogato, guasti ambientali, abbandono della terra che resta ancora la principale risorsa. La fine dell'industrialismo impone perciò un ripensamento dello sviluppo, che è anzitutto un ripensamento culturale, prima che produttivo. Basta riflettere sulla faraonica impresa di lavorare il pesce a Sant'Agata e , in misura diversa ma simile, alla esperienza oramai finita dell'industrialismo selvaggio esploso a Limatola venti or sono. Un'azienda che punta sulle risorse territoriali valorizzate dalla creatività intellettuale, dalla passione, dalla competenza tecnica maturata a proprie spese, diventa perciò un modello da imitare. Perché ha prodotto innovazione utile e sostenibile, non ha imitato quella prodotta altrove. Anzi ha migliorato quella esistente. Purtroppo, però, di tali modelli ve ne sono ancora pochi. Anzi pochissimi. L'aziena "Vivai Massaro" di Dugenta, piccola impresa capace di affermarsi a livello nazionale e internazionale, è una di questi. Volentieri ne diamo una scheda sul sito dell'Associazione.
L’idea di impiantare o organizzare delle serre per iniziare una attività vivaistica nasce alla fine degli anni ‘80 dopo una lettura del territorio e dalla constatazione che in tutta la Campania è comunemente diffusa la coltivazione del tabacco. La piantina veniva prodotta con metodi tradizionali ovvero con sistema a strappo, contrariamente alla produzione di piantine orticole che già dagli anni settanta veniva effettuata in seminiere alveolate di polistirolo. L’annata agraria 1989-1990 vede la nascita della prima produzione in alveolo in una serra di 1920 mq. nell’ azienda Massaro L’anno successivo si pensa di adottare una tecnica di produzione decisamente innovativa: il Float System che rappresenterà la svolta decisiva dell’azienda. Esso nasce in America negli anni settanta e consiste nel produrre piantine in polistirolo su acqua in cui vengono immessi i nutrimenti e gli anticrittogamici occorrenti al sano sviluppo della piantina. L’insorgere di alcune fitopatie, quali peronospora sistemica, botrytis, rhizoctonia ecc fanno abbandonare tale tecnica. Massaro, invece, convinto che il Float System sia una tecnica produttiva migliorativa, inizia diversi cicli di sperimentazione e riesce ad ottenere un controllo fitosanitario totale modificando e diversificando i trattamenti utilizzati negli USA, in particolare aggiungendo tecniche di controllo aereo delle fitopatie. Contemporaneamente propone il F.S. a tutte le grosse aziende Umbre, Toscane Laziali, Pugliesi , Abruzzesi, Campane convincendo i tecnici e i proprietari dei suoi vantaggi. Ora esso , nelle sue fasi fondamentali, è facilmente impiegato in tutte le Aziende Tabacchicole per tutta la serie di vantaggi tecnico- economico– fitosanitari che offre. Oggi il 98% della produzione di piantine viene effettuata con questa tecnica produttiva. Nel 1994 nella più importante manifestazione biennale del tabacco “AGRITAB” di Citta’ di Castello, all’azienda Massaro viene riconosciuto il merito di aver diffuso il Float System a livello nazionale. Massaro,ancora leader del settore, fornisce consulenza e piantine “A TUTTA L’ITALIA DEL TABACCO”.
CARATTERISTICHE DELL’AZIENDA: mq.20.000 circa di Serre n.7-10 collaboratori stagionali n.5 mesi di lavorazione |